Cari tutti

Con questa pagina vogliamo invitarvi a consigliare le vostre letture per riempire questo tempo "sospeso". Da molti anni in Nestore opera il piccolo, ma attivo gruppo "Spazio letture condivise" che nell'ambito delle attività di NestoreCafé propone legge e commenta libri.

Continueremo ad aggiornarvi sulle proposte di questo gruppo e ovviamente, saremmo molto contenti di  aggiungere le vostre recensioni!

 V. Perrin – Cambiare l’acqua ai fiori

Il libro di cui al titolo mi è stato suggerito da “Robinson” (l’allegato del giornale Repubblica) ed è stato scritto da una quasi esordiente: l’autrice infatti ha sempre lavorato nel mondo dell’arte ed è stata fotografa di scena delle più importanti produzione cinematografiche francesi tra cui quelle del marito Claude Lelouch. All’inizio della lettura ero un po’ perplessa, mi sembrava uno dei quei romanzi francesi tra il frivolo e l’accattivante, privi di consistenza letteraria, ma inoltrandomi…(leggi tutto)

25 giugno - Marina B. C.

Autori vari

Pima, avevo letto “I quaderni di Don Rigoberto” di Mario Vargas LLosa, autore che non conoscevo, questo forse non è il suo libro migliore, ma è un bravissimo scrittore quanto a linguaggio, cultura, esposizione dei fatti: sul contenuto del libro beh, posso dirvi che io, personalmente, ho una diversa concezione del sesso e dell’amore!

Un altro libro che vi consiglio è “un uomo per tutte le utopie” di Paolo Gulisano: illustra il trattato filosofico “Utopia” di Tommaso Moro, che fu filosofo, uomo di stato e consigliere di Enrico VIII (che poi lo mandò sul patibolo perchè apertamente non condivise alcuni punti di vista del sovrano il quale si sa, aveva la scure facile), ed anche altre concezioni di utopia di altri filosofi: interessante, di agile lettura e Tommaso Moro mi è simpatico perché pare che disse: chi sa ridere di stesso, si divertirà per tutta la vita!

Poi, riletture, come “Pierre et Jean” di Maupassant, una delle più riuscite prove dell’arte dell’autore e “Chèri” di Colette, storia di una cortigiana d’alto bordo di fine ottocento del quale si incapriccia ll giovanissimo, bellissimo ma fatuo Chèri: peccato che fra i due c’è una differenza d’età di 25 anni (lei ne ha 50) e, nonostante i tentativi da parte di lui per portare avanti il rapporto, la vecchiaia di lei incombe (anche se mi fa molto ridere l’idea che una donna d’oggi di quella età sia considerata vecchia e fuori dai giochi d’amore!) il rapporto si tronca anche se lui sopraffatto dal rimpianto e dall’amore che scopre di nutrire per lei alla fine si uccide: è un po’ un feuilletton ottocentesco che lessi un secolo fa!

Ora che finalmente le librerie sono riaperte ho comprato “breve trattato sulle coincidenze di Domenico Dara, di cui mi era molto piaciuto Appunti di meccanica celeste: datemi il tempo di finirlo e poi vi riferirò,

20 maggio - Marina B.C.

UNA VITA FELICE. RAFFAELLO (di Antonio Forcellino)

Bellissima lettura/studio! Per prima cosa perché conoscevo poco Raffaello; per seconda cosa perché questo genio ha avuto una personalità e una vita veramente felice: un immenso e appassionato artista che era anche bellissimo, gran 'signore, nella accezione più alta di questa espressione, completamente privo di arroganza: non solo mite, ma capace di coinvolgere gli altri artisti e di riconoscerne e valorizzarne le capacità (un vero e grande "Maestro"), ambizioso al massimo non come arrivista ma perché pienamente consapevole del proprio valore.

Serio e attento studioso seppe introiettare la classicità (che contribuì a riscoprire con molti scavi e studi), ma rinnovandola profondamente con la sua personalità - piena di amore per la vita, di attenzione all'umanità concreta - attraverso disegno, luce, colori esprimendo una forte e per i suoi tempi audace sensualità, piena di bellezza e di gioia!

L'Autore del libro è anche un grande restauratore e questo ha dato un taglio particolare al suo libro, attento a tecniche e materiali e alla loro evoluzione e contaminazione (v: i fiamminghi) che mi ha affascinata e mi ha condotta ad una lettura molto più approfondita delle opere di cui parla (tutte presenti in una vasta iconografia).

18 maggio - Piera H.                                             

 Un amore - Dino Buzzati

 

Non avevo mai letto questo libro, molto chiacchierato alla sua uscita perché rivelava un Buzzati nuovo, scandaloso, diversissimo da quello dei 60 racconti, o del Deserto dei Tartari: ma in tempi di isolamento succede anche che ti passi per le mani e che te lo leggi.

 Il libro racconta la storia di un architetto benestante sui 50, single (fra le righe si intuisce che vive con la madre), abituale frequentatore di prostitute di alto bordo, che si invaghisce di una di esse, una ragazzina ventenne, ballerina della Scala, che arrotonda in una casa d’appuntamenti.

È una storia che richiama inevitabilmente l’Angelo azzurro. Qualcuno definisce “erotico” questo romanzo, ma così non è: mancano degli elementi fondamentali dell’erotismo (atmosfere, coinvolgimento comune, desiderio…).

Il protagonista scambia per amore il desiderio di possedere non tanto Laide (così si chiama la ballerina/prostituta), quanto la sua gioventù e la sua vitalità, che nel protagonista stanno scemando per ragioni anagrafiche.

Laide invece da lui vuole soldi, che le permettano di possedere i simboli del consumismo allora dilagante (siamo nel 1963), vestiti e pellicce e auto di lusso.

 Il protagonista crede di poter comprare l’amore e, naturalmente, si illude di riuscirci, e compra solo il corpo della ragazza, e nemmeno in modo esclusivo.

La storia finisce in un modo sorprendente e abbastanza imprevedibile con delle prese di coscienza non banali, che riscattano in parte la bassezza morale della quale è pervaso il libro.

 Due parole sullo stile: sono stato sorpreso dalla sperimentalità che Buzzati riesce a introdurre in un libro del genere.

Come ha scritto qualcuno vi sono “…sprezzature stilistiche, salti dal monologo

interiore alla seconda persona, alternarsi dei tempi dei verbi all’interno dello stesso discorso, modi gergali, impiego del parlato…” e anche, aggiungo io, cose che la mia insegnante delle medie avrebbe segnato con la matita rossa.

Ciò rende la lettura un pochino faticosa, ma nel complesso il libro è godibile, anche se ammantato di un velo di mestizia.

Ho provato mille volte il desiderio di entrare nella storia e dire al protagonista “ma smettila, non ti accorgi che…” (ma in fondo lo stesso desiderio lo provavo nei confronti di Drogo nel Deserto dei Tartari).

16 maggio - Marco F.

 

MOBY DICK di H. Melville

 

Assolutamente fuori da ogni lettura da me fatta!  Grandioso, assurdo, forse opera di un pazzo; straordinario e bellissimo! Una lingua ricchissima, pregnante, spesso inventata; potente immaginario, dolcissima poesia, paesaggi cinematografici. Tragedia esistenziale.  Il tema non è l'uomo ma l'umano. Scespiriano!                      Incredibile e interessantissimo il ruolo del traduttore (Ottavio Fatica) al quale mi piacerebbe porre mille domande: il testo in italiano è intessuto di parole allusive, espressioni inesistenti (penso anche in inglese!) eppure straordinariamente comunicative …… Come ha fatto!?!                                                  

Un libro che a cuor leggero non si può proprio 'consigliare' ma che mi ha dato una profonda felicità per quello che l'essere umano può essere in grado di fare.  

14 maggio - Piera H. 

 

IL GRANDE ROMANZO DEI  VANGELI,   di  C .Augias,  G.  Filoramo

 

Sono  arrivato  su  questo libro avendo  letto le  numerose  recensioni

L’interesse  è  motivato per  quanto  può  venirci in funzione di  una  propria  elaborazione dei  nostri  vissuti in  tema  di  “spiritualità”.

 

Trascrivo  prima   quanto presentato  sull’ultima  di  copertina

I  Vangeli  non  sono  solo  il  testo  sacro della   Cristianità,  sono  anche uno  straordinario  deposito  di  storia,  personaggi,  passioni:  Ma  cosa  sappiamo    davvero  di  Maria,  di  Pilato,  di  Pietro, della  folla  che  ascolta  il  Discorso  della  Montagna’?

Chi  sono  davvero gli  uomini  e  le  donne di  quel  grande  romanzo polifonico  che  sono  i  Vangeli?

 

E’  un  racconto  di  fatti,  così  come  desunto dai  tre vangeli  sinottici  di  Marco,  Luca  e  Matteo.

Non  è  questione  di  essere  o  meno  d’accordo  con  gli  autori e  la  loro  esposizione,  quanto  di  sapere  tutta  la  storia,  la  vicenda  di  Gesù  contestualizzata  alla  situazione  socio  culturale e  religiosa  del  suo  tempo.  Poi  è  venuto  il  vangelo  di  Giovanni,  con  lo  sviluppo  conseguente della  teologia,  e  duemila  anni  di  dogmatismo  cattolico.

 

Il  motivo  dell’interesse  e  del coinvolgimento è  per  me  l’aspetto  di  fede,  per  usare  questo  termine. 

Come  evidente  dal  racconto,  Gesù  ha  lasciato  un  messaggio che  va  la  di  la  del  contesto  fattuale  di  riferimento.  Ci  fa sperare di  avvicinarci  a un  livello  superiore  di  conoscenza  e  di  rapporto  con  il  divino

 

(questo  in  estrema  sintesi.   Sarebbe  interessantissimo  farne  una  occasione  di  confronto)

12 maggio - Marco C.

MICHEL DE MONTAIGNE O DELLA MODERNITA’  di  T  Gregory

 

La  lettura   ha  comportato  delle  difficoltà,  si tratta  infatti  di un  testo  per  “addetti  ai  lavori”,   edito  dalla  Normale  di  Pisa.   In  più  con  gli  originali  di  Montaigne,  in  francese  dell’epoca  (fine  1500).

Non  tutti  hanno  potuto  leggerlo,  e in  più  alcuni  hanno  posto  un  netto rifiuto.

Resta  comunque  un  apporto  interessantissimo, che  viene  dall’opera di  uno  dei  massimi  pensatori  del  rinascimento,  e  in  particolare  dagli  Essais. 

In  particolare colpisce  la  attualità  in  rapporto  alla  cultura  e  alle  problematiche  dei  nostri  giorni. 

Abbiamo  riscontrato   le  linee  principali  del  pensiero  di  Montaigne:  

- la separazione  dal  comportamento  nella  società  rispetto  alla  ricerca   della  propria felicità individuale

- il  valore  del  dubbio in  contrapposizione  ai  dogmatismi 

- la  separazione fede/ragione

- il  recupero dei  testi  antichi la  apertura  al multiculturalismo e  la  pratica  della  tolleranza,  evitando  la  strumentalizzazione  delle  religioni.   

Seguire  i  cambiamenti e  i  diversi  punti  di  vista:

- la  Fortuna e  il  moto  degli  Astri,  che  determinano  il  nostro  percorso

- la  conquista  della  serenità propria,  in  attesa  della morte

Si  ricorda  un  altro  testo  su  Montaigne,  che  avevamo  già  visto  qualche  anno  fa,  e  che  sicuramente  può  darci  continui spunti,   UNA  ESTATE CON  MONTAIGNE    di  Compagnon.

Avevamo anche  portato  un  libro  molto  attuale  di  G.  Papi  IL  CENSIMENTO  DEI  RADICAL  CHIC.  E’  una  brillantissima  simulazione,  una  paradossale  battaglia  tra il  sentire  comune, l’ignoranza,  e  gli  intellettuali.  C’è un  pessimismo  di  fondo,  ci  si  deve  allineare  a  quello  che  sente  la  massa  e  gli  intellettuali (i  radical  chic)  vanno  neutralizzati.

Colpisce  un aspetto    messo  in  evidenza  già  con  Montaigne,  quando  mette  in  contrapposizione  l’intellettuale  con  il  senso  comune della massa,  per  cui  passa  solo  la  facile  ricerca  del  consenso .

NestoreCafé - Gruppo di Lettura 7 maggio 2019

31 marzo - Due compagni di viaggio per appassionati di musica e di filosofia

(Piero De Martini, Le stanze della musica, il Saggiatore 2018

Paolo Pagani, I luoghi del pensiero. Dove sono nate le idee che hanno cambiato il mondo, Neri Pozza 2019).

 

Di questi tempi non sappiamo bene se nei prossimi mesi ci si potrà muovere e viaggiare. Vedremo. Intanto suggerisco due letture un po’ speciali. Non sono guide turistiche nel senso tradizionale, per certi versi integrano le guide come le intendiamo abitualmente: una nel campo della musica, l’altra nel campo della filosofia. Che cosa accomuna i rispettivi autori e le loro opere? La convinzione che le dimore, i luoghi, i contesti in cui hanno vissuto i grandi della musica e i grandi della filosofia abbiano avuto un’influenza importante sull’origine delle loro opere…(Leggi tutto)

Paolo T.

Il Colibrì di Sandro Veronesi

La valutazione e i commenti sono stati variegati. Si può dire che, a parte  l’apprezzamento o meno, il  gruppo si è molto diviso tra rifiuto e accettazione

Circa la metà dei partecipanti ha espresso pareri positivi, seppure con molti distinguo.   Il racconto è   certamente coinvolgente e interessante.   Vengono comunque commentati gli aspetti di stile narrativo a proposito del linguaggio e della esposizione a flash, e poi  una  certa  ridondanza  delle  descrizioni,   e comunque  per alcuni  di  noi  il  libro  è molto  coinvolgente e   addirittura  commovente.

Val la pena allora leggere    gli scritti di alcuni di noi con i commenti che sono stati  passati  durante  l’incontro   (è  molto  significativo  di come  può essere letto  un  libro,  che  cosa  ci  comunica  e   l’apprezzamento  o  meno del  testo) (vai ai commenti)

NestoreCafé - Gruppo di Lettura 18 febbraio 2020

 

L’età forte di Simone de Beauvoir

La lettura del libro  è stata  effettivamente  difficoltosa e, a parte  la  lunghezza  del testo,  siamo  fuori  dal  contesto  culturale  di  riferimento   (Francia/  Parigi   nel  periodo  pre  e  post bellico,   gli  autori  dell’epoca e  l’evoluzione  dell’esistenzialismo). 

Si  tratta  dell’autobiografia  dell’autrice,  e  dai  commenti  che  ci  siamo  scambiati è  venuta  fuori  una  valutazione  abbastanza  condivisa  sul  significato  e  sul  valore  dell’opera

Si  rimane  colpiti dalla  straordinaria  personalità di  SdB,  e dal suo  percorso  di  vita,  intellettuale  e  artistico,  che   è  denotato  da  una  marcata  indipendenza  culturale (liberare la  libertà!) che  poi  coincide  con gli  inizi  del  femminismo.

La  straordinaria  “voracità”  di  conoscenza,  sia  delle  persone  con  cui  si  relaziona,  che  del  mondo,  paesaggi  e  società  diverse.    Coltiva  una  continua  sete  di libertà,  gira  il  mondo,  anche  da  sola  in  lunghi  e  sfiancanti  percorsi,  non  ha  risorse  economiche  ma  non  è  un  problema.

La  costante  del  suo  modo  esistenziale  è  il bisogno  continuo  di  riscontrare  il  proprio  comportamento  con  le  persone  di  riferimento,  a  cominciare da  Sartre  con  cui  ha  uno  scambio  continuo  mai  interrotto.

Comunque  la  parte  più  significativa  del  suo  racconto  è  la  evoluzione  del  suo  sentire,  dalla  ricerca della  felicità  alla  compiutezza  nel  rapporto  con  le  persone  e  infine  con  la  società più  in  generale

Ne  viene  fuori  la  scoperta  di  se  come  autore  di  romanzi,  le  vicende  e  i  vissuti  suoi  sono  trasposti nella  creazione  letteraria,  e  la  pubblicazione  delle  opere diventa  così  uno  scopo  di  vita.

NestoreCafé - Gruppo di Lettura 15 gennaio 2020

La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante

E’ la vicenda della ricerca di  identità di una  ragazzina,  e  del  suo  percorso  di  crescita,  tra  la  Napoli    su e  quella   giù,  tra    incertezze  e  i  tormenti,  le  bugie  degli  adulti  e  il contesto tormentato  delle  relazioni  con  parenti  e  conoscenti vicini. 

La conclusione è  l’ingresso  nell’età adulta  con  una  sua scelta  consapevole sulla  perdita  della  verginità   

Dai  commenti  viene  fuori  una comune  valutazione  non  propriamente  entusiasta   del  libro.  Sembra  un  remake  della  precedente   tetralogia,  al  di  la  di  pagine  veramente  mirabili (vai al commento di Marina C.)

NestoreCafé - Gruppo di Lettura 16 dicembre 2019

 

FINE PENA: ORA,   di  Elvio  Fassone

Tutti  d’accordo,  intanto,  sull’altissimo  valore  letterario  del racconto.

Comunque  coinvolgente,  efficace  nella  descrizione  del contesto,  nell’analisi  della  psicologia  dei  protagonisti e  nell’affrontare i temi  sociali connessi.

Come  sempre  le  valutazioni  sono  state variegate,  ma  non  più  di tanto,  così  come  i  punti  di  vista  sul  tema dell’ergastolo,  che, così  come  viene  praticato in  Italia  è  in effetti  documentato  come una  mostruosità.

La  vicenda  del  presidente  e  di  Salvatore  è  stata  un  pò  una scossa  emotiva  sul  tema  in  generale  della  gestione  dei  carcerati, i  ritardi  e  le  omissioni  nei  programmi di  recupero,    la gestione dei  permessi e, appunto,  dei  fine  pena.  

Viene  sottolineato  come  non si  debba  trattare  una  figura  umana  trascendendo  dalla  complessità dei  vari  aspetti.

Due  notazioni  sul  fatto  che  la  previsione  di  ergastolo  in  Italia, a differenza  di altri  paesi  può  essere  dovuta  alle  tante  mafie  che operano  sul  territorio,  e  poi  un  commento  sul  fatto  di  dover pensare  anche  alle  vittime.

Comunque  il  contributo  di  Fassone  è  ampiamente  apprezzato  e condiviso, una  boccata  di  ossigeno,   e  come  due  figure  così distanti  possano  arrivare  ad  un  rapporto  filiale.

(Vai ai commenti del Gruppo di Lettura e di Marina C.)

NestoreCafé - Gruppo di Lettura 15 novembre 2019

NORWEGIAN WOOD  Tokio Blues,   di  Murakami

il  libro  è  generalmente  piaciuto,   anche  se  con  diverse  accentuazioni,  e  con  una  sola  eccezione.  

okio Blues,   di  MurakamiE’  stata  percepita  una  dimensione  onirica,  ma  in  un  contesto  reale.   Il racconto  della  vicenda  del  protagonista  viene  infatti  inserito in  un  Giappone in  piena  transizione    verso una  cultura  occidentale,  dove  però permangono  aspetti  tipicamente  giapponesi 

(es.  “cultura  del  suicidio”).

Watanabe  vive  infatti  la  sua  vicenda,  peraltro  ai  limiti  dell’incredibile,  tra  due  suicidi,  nell’arco dei  tre anni  all’università,  e  poi resta  nel  vago  la  conclusione.    I  personaggi  sono  travolti  da  situazioni  che  non  sono  preparati  di  fronteggiare,  e  le  nuove  abitudini  occidentali  sembrano  quasi distruggerli  (es.  il  bere  smodato,  i liberi  rapporti  sessuali).   Il tutto trasmette  un  sentimento  inquietante  di tristezza e  di  sbandamento,   comunque  traguardato sempre  alle  nuove  musiche  occidentali,  i  Beatles  e  Norwegian  Wood,  all’inizio  e  poi in  uno  sfumato  ricordo  di  vent’anni  dopo. 

(Vai ai commenti del Gruppo di Lettura e di Marina C.)

NestoreCafé - Gruppo di Lettura 16 ottobre 2019  

PATRIA  di  F.  Aramburu

Anche  questa  volta  i  commenti  e  le  valutazioni,  il  gradimento  o  meno dell’opera,  sono  state  molto diversificate.  

Provo  a  dare  un  senso  a  quanto  ne  è  venuto  fuori.

Prima  di  tutto  ci  siamo  sentiti  un  po’ in  difficoltà  nel  confrontarci  con  lo  stile  narrativo del  romanzo. 

Il  racconto  è  un  insieme  di  episodi  esposti  senza  una  sequenza  temporale  definita,  e  questo  a  volte  può  rendere  la  lettura  apparentemente  faticosa.

Non  è  infatti  una  narrazione  “lineare”,  quanto  piuttosto  un  insieme  di  episodi,  ognuno  riferito  alle  relazioni  tra  i  personaggi  coinvolti.

La vicenda  è un  insieme  di  prima  e dopo   l’uccisione  del  marito  della  protagonista  Bittori.

La  situazione  ETA  fa  da  contesto,  e  tutti  i  protagonisti  ne  sono  coinvolti e  travolti,  indipendentemente  dalla  condivisione  o  meno  della  lotta  armata e dal   terrorismo.    

La  grandezza  del  racconto  è  da  riferirsi  all’insieme  delle  relazioni che  di  volta  in  volta  riguardano  i  protagonisti. 

Tutte  sono  vissute  in  modo  appassionato  e coinvolgente,  e  sempre  con  tratti  di  umanità  e  delicatezza  di  sentimenti.    

Prevalgono  le  storie  delle  protagoniste,  Bittori  e  Miren,   nella  difesa  della  memoria  del  marito  e in  quella  del  figlio  terrorista.   

Tutti  gli  altri  protagonisti  sono  di  volta  in  volta  coinvolti  e  partecipi,    fino  alla  soluzione  finale  alla  fine  del la  lotta  armata.

NestoreCafé - Gruppo di Lettura 2 aprile 2019